Disturbi di Attacchi di panico o disturbo da panico?

Disturbi di Attacchi di panico o disturbo da panico?

Cosa succede se l’attacco di panico diventa ricorrente?

In tal caso siamo in presenza di un disturbo, che un tempo veniva chiamato “disturbo di attacchi di panico”, ma che oggi è conosciuto sotto il nome di “disturbo di panico”, poiché, come abbiamo visto, non è caratterizzato solo da attacchi.

Ma facciamo un passo indietro. Cos’è è un attacco di panico? Una attacco di panico è il risultato di interpretazioni “catastrofiche” di eventi fisici e mentali, erroneamente considerati come segni di un disastro (Scopri se soffri di attacchi di panico con il test). Non meravigliamoci dunque se, in casi del genere, per alcuni può diventare difficile uscire di casa da soli, viaggiare in treno, autobus o guidare l’auto.

Dati e cause dell’attacco di panico

Un singolo episodio può sfociare in un vero e proprio disturbo di panico, ma quali sono le altre cause di un primo attacco di panico? E chi ha più probabilità di essere colpito?

Alcuni studi sembrano confermare come gli attacchi di panico siano molto diffusi, tra i giovani, soprattutto nelle donne.

Le statistiche mostrano specificatamente come il 33 % delle persone, di età compresa fra 18 e 25 anni, abbia sperimentato il panico e come i suoi sintomi compaiono per la prima volta in genere nella tarda adolescenza o comunque entro i 30 anni.

Gli studiosi sembrano inoltre ritenere come un periodo o un evento particolarmente stressanti, come un lutto o una malattia grave o ancora un  abuso, se potratti per diversi mesi, dai 6 ai 8, possano scatenare il primo attacco di panico, che come abbiamo visto, può portare ad un vero e proprio disturbo. Soprattutto in persone con una predisposizione genetica e psicologica ai disturbi d’ansia.

Anche altre situazioni possono causare il primo attacco di panico: cause fisiologiche, come la menopausa nelle donne, oppure cambiamenti di ruolo, come il pensionamento.

Preoccupazioni circa la propria salute o proprie difficoltà personali o professionali che, se non affrontati, rischiano di restare latenti e provocare nel tempo un aumento dell’ansia che, superata una certa soglia, può scatenare un attacco di panico. 

Comorbilità psichiatrica e attacchi di panico

In alcuni casi gli attacchi di panico però si possono presentare anche come conseguenze di disturbi psichiatrici primari di maggiore gravità.

Ad esempio è frequente ritrovare attacchi di panico in soggetti che hanno un disturbo post traumatico da stress, un disturbo depressivo maggiore o un disturbo bipolare.

Fattori di mantenimento degli attacchi di panico

Un passaggio o un cambiamento importante nella vita dell’individuo possono aumentare il suo stress fisico o psicologico, dunque. Ma vi sono dei fattori che, dopo il primo attacco di panico, possono alimentare il problema (Scopri come uscire da un attacco di panico).

Alcune persone sembrano avere oltre che una predisposizione famigliare, o biologica a:

  • monitorare le proprie sensazioni interne, con una particolare attenzione alle situazioni temute, al fine di verificare la presenza di segnali che potrebbero scatenare l’attacco di panico;
  • provare paura per le proprie sensazioni legate all’attivazione fisiologica e ad accedere di conseguenza solo a memorie ansiogene che confermano la presenza di un pericolo.

Sintomi dell’attacco di panico

L’attacco di panico che ha un inizio improvviso, può durare circa 20 minuti ed essere accompagnato da alcuni sintomi somatici tra cui:

  • rossore al viso
  • sudorazione
  • tachicardia
  • nausea
  • vertigini
  • brividi di freddo
  • vampate di calore
  • formicolii
  • tremore
  • sensazione di soffocamento
  • dolore al petto
  • difficoltà respiratorie

Spesso il soggetto che vive l’attacco, tende a immaginarsi le spiegazioni più gravi relativamente ai sintomi fisici che avverte, costruendosi paure legate ad eventuali infarti o altro. Un atteggiamento questo che ha come conseguenza un peggioramento dei sintomi fisici e l’innesco di alcuni sintomi psichici.

Tra quest’ultimi possiamo avere:

  • la paura di una morte imminente o timore d’impazzire;
  • la paura di perdere il controllo delle proprie azioni;
  • stordimento;
  • sensazione di derealizzazione, ovvero una percezione del mondo esterno come strano e irreale;
  • depersonalizzazione, quell’alterata percezione di sé, caratterizzata da una sensazione di distacco o estraneità dai propri processi di pensiero o dal corpo.

Dal momento che tutti i soggetti affetti da disturbo di panico manifestano attacchi di panico, ma non è vero il contrario, come si arriva a diagnosticare tale disturbo? Scopri la diagnosi del disturbo di panico

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