pensieri ossessivi

Pensieri ossessivi: 3 modi per curarli

Vi è mai capitato di vedere il film The Aviator diretto dal celebre regista Martin Scorsese interpretato magistralmente da Leonardo di Caprio?

La trama del film è una dedica alla vita di Howard Hughes, imprenditore, regista, aviatore e produttore cinematografico statunitense che creò intorno a sé un impero ad Hollywood. Egli mostrava i sintomi del disturbo ossessivo-compulsivo e, in una scena del film, il protagonista si reca in bagno. Al momento di lavarsi le mani, un momento usuale che in teoria non richiederebbe molto tempo, Howard (recitato da Leo di Caprio) insiste ossessivamente nel lavaggio delle mani ed è così scrupoloso nel pulirle che sfregando si taglia, provocando una fuoriuscita di sangue.

 Fermiamo il frame in questa clip e riflettiamo.

Spesso di fronte a questi episodi ci piace apostrofare la persona con giudizi affrettati e superficiali. Proviamo a soffermarci cercando di entrare in profondità nella sofferenza dell’altra persona. Si può fare partendo da una di quelle parole che hanno una potenza enorme in termini linguistici e celebrali: perché?

Analizzando il nostro frame nel film possiamo osservare che Howard ha un volto concentrato, la fronte corrugata e gli occhi intenti a scovare l’eventuale sporcizia. Questo fa pensare che la sua attenzione sulla pulizia sia impeccabile ma nonostante ciò, l’azione di lavarsi le mani è super curata fino a procurarsi un taglio alle mani. Quindi perché questa eccessiva cura?

I pensieri ossessivi

Le ossessioni sono pensieri o immagini mentali intrusive egodistoniche, che si presentano insistentemente e senza adeguata motivazione alla coscienza dell’individuo.

Il termine egodistonico in termini pratici vuole indicare un genere opposto al nostro essere. Un esempio può essere un fervente religioso che al suo interno possiede pensieri ossessivi o immagini blasfeme che insistentemente lo tormentano, oppure un automobilista che, una volta alla guida, pensa di poter investire un ciclista pur non avendo l’intenzione di farlo.

Altri esempi di pensieri ossessivi che generano ansia sono:

  • se penso a una persona di continuo dopo sta male.
  • se non salgo e scendo le scale tre volte morirò.
  • se passo da quella parte, stasera sarà una brutta serata.
  • se non canto la canzone del buon compleanno mentre mi lavo le mani per 3 volte, mi accadrà qualcosa di brutto cit. Basta che funzioni, 2009 Woody Allen.

La differenza tra i pensieri ossessivi e i pensieri negativi è data dalla durata della crisi. I pensieri ossessivi generano delle crisi che possono essere brevi, ma che si possono ripetere più volte durante la giornata. Viceversa i pensieri negativi sono più costanti e generano quindi crisi più lunghe.

Diffusione del disturbo ossessivo

Si stima che in Italia, ogni 100 neonati, 2-3 di essi nell’arco della vita soffrono di pensieri ossessivi. Recenti statistiche indicano che i sintomi si manifestano prima dei 30 anni e difficilmente oltre i 40. La media in cui si sviluppa è intorno ai 22 anni e questi disturbi possono modificare la vita sociale dell’individuo colpito.

Ancora non si sono scoperte le cause, ma si possono ipotizzare i fattori di rischio quali:

  • Familiare stretto che soffre di un disturbo ossessivo compulsivo
  • Eventi di vita traumatici o stressanti
  • Presenza di disturbi mentali come l’abuso di sostanze
  • Depressione

3 rimedi possibili contro i pensieri ossessivi

I pensieri ossessivi, se non trattati, possono portare nel tempo a disturbi più gravi. Leggere manuali, libri, articoli può essere utile anche se, una terapia può generare uno stato di benessere più lunga e definitivo.

E’ importante in tal senso rivolgersi ad uno psicologo psicoterapeuta online o dal vivo che possa fornire un aiuto psicologico e psicoterapeutico efficace per contrastarli. Parlarne è il primo passo per affrontare i pensieri ossessivi.

Di seguito un utile rimedio per iniziare ad affrontare i pensieri ossessivi in modo differente:

Trovare dei brevi spazi giornalieri (partire da 3 volte al giorno) in cui scrivere tutti i pensieri ossessivi e una volta terminato lo spazio, dedicarsi ad altro. Questo semplice esercizio vi aiuterà a scaricare e ridimensionare in parte quelli che sono i pensieri ossessivi che vi assillano.

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